Ciak si parla “Boys don’t cry”

Martedi 16 ottobre 2018, Cappella Mellerio, ore 20.45, per la rassegna Ciak si parla:  Boys don’t cry” (1999). Regia di  Kimberly Peirce.

Una storia difficile e vera, quella della ragazza Teena Brandon, che vive e ama da ragazzo.

A presentarci questo mondo sarà Stefano Salerno, presidente dell’associazione Arcigay Nuovi  Colori.

Ciak si parla “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”

Cosa sono gli stereotipi? Cos’è la discriminazione? Cosa succede quando ad uccidere una donna è il capo della polizia? Come e perché l’abito fa il monaco?

Queste sono le domande con cui Terra Donna aprirà la quinta edizione di Ciak si parla. Primo di sette film ci introdurrà nel mondo della discriminazione, tema portante della rassegna 2018. Vi aspettiamo martedi 9 ottobre alle ore 20.45 presso la Cappella Mellerio in Piazza Rovereto a Domodossola.

 

Ciak si parla 2018

Ciak si parla quest’anno si svolgerà ogni martedi a partire dal 9 ottobre ore 20.45 presso Cappella Mellerio, il tema portante sarà quello della discriminazione.

La rassegna si aprirà con “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, a seguire “Boys don’t Cry”, “Pietro”, “Tra la terra e il cielo”, “Vergine giurata”, ” La battaglia dei sessi“ per finire con “E ora dove andiamo?” .

Per la chiusura, in occasione del 25 novembre 2018, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la compagnia teatrale  I Saltatempo  reciterà per noi “Il paradiso può attendere” presso il Teatro Galletti di Domodossola.

Il 23 e il 24 novembre faranno da corollario due eventi in collaborazione con il Servizio Giù le mani in particolare si parlerà di un progetto lavorativo per le donne vittime di violenza e di una mostra, entrambi gli incontri si terranno presso la comunità montana di Domodossola.

Concerto contro la discriminazione con l’orchestra ArtEssenziale

Grande riuscita per l’evento musicale “I have a dream – musica contro la discriminazione” proposto martedì 26 giugno dall’associazione Terra Donna a Stresa.

Il giardino della Villa Ducale si è animato con la musica dei bravissimi musicisti dell’orchestra ArtEssenziale diretta dal Maestro Diego Ragazzo passando da Mozart a Musorgskij. Un’orchestra speciale, nata nel 2000 dall’idea di Nadia Gagliardi, attuale coordinatrice del gruppo, e dal Dott. Giulio Pegorari è un servizio sociale del Comune di Novara che punta ad integrare disabili con professionisti volontari nel creare insieme veramente unico e speciale.

Il tema della serata, la discriminazione, introdotto da un breve intervento della presidente Pedroli Simona e dal socio Sacco Enzo Junior, è stato presentato con il magnifico esempio di integrazione realizzato da ArtEssenziale e, al termine della serata, Monica Rosiello ha recitato un pezzo di Paola Cortellesi per evidenziare quanta discriminazione ci sia anche nelle semplici parole che utilizziamo ogni giorno. “Ci piacerebbe poter contribuire a diffondere questo progetto di integrazione anche in altre città: Stresa, città della musica, sarebbe un luogo perfetto” dichiara la presidente Simona Pedroli.

I have a dream – musica contro la discriminazione

Martedì 26 giugno ore 21,00 , Terra Donna, associazione da sempre impegnata nel contrasto alla violenza di genere e alla discriminazione, in collaborazione con la Pro loco di Stresa, propone presso il giardino della Villa Ducale sul lungolago di Stresa, il concerto “I have a dream – musica contro la discriminazione”.

Ad eseguire le opere, l’orchestra ArtEssenziale diretta dal Maestro Diego Ragazzo in un’esibizione che spazierà da Mozart a Musorgskij.

Un’orchestra speciale dove abilità diverse si amalgamano in un perfetto ensemble: nata nel 2000, è infatti un’importante progetto di integrazione e arte terapia dei servizi sociali del Comune di Novara e si compone di una trentina di musicisti e cantanti.

La manifestazione, con ingresso gratuito, si terrà all’aperto e verrà pertanto rinviata in caso di maltempo.

Donazione libri alla biblioteca “A. Zapelloni” di Stresa

Quando la cultura decide di sostenere le donne vittime di violenza e di combattere le discriminazioni, nascono sinergie come quella che vede protagoniste Terra Donna e la Biblioteca Civica “A. Zapelloni” di Stresa.

La nostra associazione ha acquistato e raccolto negli anni molti libri sui temi femminili, della discriminazione e sull’integrazione, non avendo ormai da anni una sede che permettesse di rendere tale patrimonio disponibile alla collettività, abbiamo deciso di donarlo alle biblioteche affinché fosse disponibile attraverso la  rete interbibliotecaria.

La biblioteca di Stresa ha calorosamente accolto il nostro progetto e ha dedicato al tema un apposito spazio. Domani, 9 giugno 2018 alle ore 15, presso la palazzina Liberty di Stresa, in occasione dell’annuale festa della biblioteca, saremo presenti per far conoscere questa iniziativa.

 

 

“PARLIAMONE INSIEME”

L’associazione “Terra Donna”, che ha sede presso il CST di Domodossola, in Via Canuto 12, ha organizzato una nuova iniziativa nello scorso mese di Maggio, “PARLIAMONE INSIEME”, una serie di incontri che si sono succeduti  per tre giovedì consecutivi presso la Cappella Mellerio.

Un unico filo ha unito le tre serate in cui si è articolato l’evento: condizione femminile e violenza di genere.

Nel corso del primo incontro, ”Il Principe Rosso. Rispetto e violenza”(10/05/18), la dottoressa Camilla Moro Saporiti, psicoterapeuta e scrittrice, membro della Associazione Psicologi del VCO, ha ripercorso la storia della presa di coscienza della condizione femminile a partire dagli anni ’70, presa di coscienza sfociata in lotte che lentamente hanno scardinato e rimesso in discussione la mentalità, fortemente maschilista, che caratterizzava la società italiana.

Questo processo, tuttavia, secondo la dottoressa Saporiti, ha subito un arresto, anzi, un’inversione di tendenza negli anni ’80, con l’avvento della TV commerciale, assai deleteria per l’immagine femminile, col risultato che, bombardate da modelli commerciali che esaltano solo la bellezza fisica e l’aspetto esteriore, le giovani appaiono sperse,  a volte inconsapevoli dei loro diritti nel relazionarsi con gli uomini.

Parallelamente alla commercializzazione della figura femminile nella pubblicità, del mito “apparire piuttosto che essere”, la TV ha diffuso anche la moda del “gossip”, delle principesse e del matrimonio da fiaba, spesso preludio ad unioni che, quando poi si prende coscienza della realtà, sfociano a volte in tensioni e separazioni drammatiche, con strascichi violenti.

Serena Dandini, nel testo “Ferite a morte”, ha rielaborato teatralmente casi di donne uccise da un compagno aggressivo, facendole parlare della vicenda in prima persona, con toni asciutti, senza retorica, che ne mettono in evidenza la sottomissione e l’errore  fatale di credere, nonostante angherie ed umiliazioni, che l’amore infine possa rimettere le cose a posto.

La seconda serata del 17 Maggio, “Siamo con te”, ha affrontato innanzitutto il tema della violenza esercitata dal partner nei suoi vari aspetti : economico, psicologico, culturale, fisico, sottolineando che, in relazione a questo problema sociale, l’Italia nel 2017 è purtroppo risultata 82a nella classifica delle nazioni che hanno il maggior rispetto possibile del ruolo della donna nella società.

Nello specifico, il dott. Claudio Didino, direttore della struttura complessa di medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza di Borgomanero, affiancato dai CPSI del Pronto Soccorso, Laura Ferraris e Michele Annunziata, ha illustrato in modo chiaro ed esauriente i punti cardine ed il percorso psicologico e sanitario in cui si articola il “Codice Rosa”, già operante a Borgomanero ed in via di attuazione a Domodossola.

Questa struttura di accoglienza per le vittime di violenza o supposte tali ricalca le linee guida nazionali del 2017, indirizzate alle aziende ospedaliere, linee che indicano come comportarsi quando una donna si presenta al Pronto Soccorso con lesioni che rivelano sospetti maltrattamenti, quali ad esempio fratture del braccio o  della mandibola.

Il protocollo del “Codice Rosa” si articola in tre fasi : ACCOGLIENZA- TRIAGE-VISITA PER ACCERTAMENTI. La fase “Triage” appare di gran lunga la più delicata : in essa si individuano le lesioni, ma nel contempo c’è la necessità di saper ascoltare la vittima con molta sensibilità, stabilendo con essa un rapporto empatico.

Alcuni segnali si possono già cogliere dal partner che l’accompagna, ma che tuttavia sarà necessario allontanare, se ciò impedisce un clima di confidenza. Le domande, con il tatto che la situazione richiede, devono essere dirette, volte a far emergere il sommerso e magari anche traumi pregressi, che aiutano a completare il quadro.

Il “Triage” dovrebbe avvenire in un ambiente sicuro e riservato, per creare un rapporto di fiducia con la vittima. Una volta ottenute le informazioni necessarie, si individua un codice di priorità e si attiva l’intervento professionale, unitamente alle foto delle lesioni ed alla compilazione della scheda anamnestica, che serve anche in sede giudiziale.

La fase successiva prevede che la vittima venga informata sui servizi presenti sul territorio(sportelli donna, centri di accoglienza, case protette), affinché non si senta sola di fronte alla eventuale decisione  di allontanarsi dal partner violento. Qualora vi fosse il sospetto di pericolo per la donna che volesse tornare al domicilio, si fa di tutto per spingerla a mettersi in protezione (è prevista anche la “stanza rosa” con degenza fino a 72 ore).

L’appuntamento di Giovedì 24 Maggio verteva sul tema “Manipolazione affettiva e violenza di genere. Dagli abusi al femminicidio”, trattato dall’avv. Marika  Pisano sotto il profilo legislativo.

Partendo dalla definizione di “violenza di genere” secondo l’ONU(“ogni atto che abbia conseguenze fisiche o psicologiche”), Marika Pisano ha scelto di iniziare il discorso con un filmato, “Uccisa in attesa di giudizio”. Percorso classico: lei vittima di stalking, lui violento e possessivo. La donna va dall’avvocato, che sollecita il giudizio, ma ad udienza già fissata e poi rinviata, il partner comincia a portarle fiori, si scusa, lei accetta di parlare della loro situazione, ma nel corso di una nuova crisi verrà uccisa.

Le fasi della violenza passano in genere attraverso tre momenti: “innamoramento” (sorta di infatuazione, di “luna di miele” che distoglie dalla realtà), ”tensione” (il dominante scarica sulla partner le proprie pulsioni aggressive), “esplosione” della violenza verbale, psicologica e fisica. A questo punto talvolta la vittima denuncia, ma il più delle volte perdona, sentendosi inadeguata o addirittura responsabile  di aver provocato l’atto violento.

Solo il 7% delle donne  denuncia le violenze subite e solo il 18% le considera reato.

Purtroppo i tempi della giustizia sono lunghi e le partners maltrattate spesso rinunciano ad intraprendere il percorso giudiziario perché non sono economicamente indipendenti e temono di perdere i figli.

Dal 2013 la legge 219  sul femminicidio tutela maggiormente le vittime di violenza: stabilisce, in caso di stalking, l’allontanamento del maltrattante dalla casa familiare, assicura alle donne che denunciano il gratuito patrocinio e una corsia preferenziale per il dibattimento.

Infine, la legge  4 del 2018 tutela gli orfani e decreta il sequestro conservativo dei beni del reo per risarcire i danni ai figli della vittima. Il reo inoltre dovrà pagare un danno la cui entità verrà fissata nel corso del processo e gli saranno negate sia l’eredità della moglie sia la pensione di reversibilità (ciò che invece avveniva fino al 2017!).

Portando all’attenzione del pubblico questi temi delicati e di scottante attualità, l’associazione Terra Donna ha compiuto uno sforzo notevole, proseguendo nel solco del sostegno, ormai decennale, alle vittime di violenza.

 

Gabriella Gentile

Manipolazione affettiva e violenza di genere. La parola al legale.

Manipolazione affettiva e violenza di genere. Dagli abusi al femminicidio.

Questa volta approfondiremo insieme all’Avv. Marika Pisano l’insieme di norme, e non solo, che cercano di tutelare le donne in questa difficile situazione.

Nata a Domodossola nel 1987, laureata in giurisprudenza a pieni voti all’Università Cattolica di Milano nel 2011 con la tesi in diritto penale “I reati culturalmente motivati. Le mutilazioni genitali femminili” e, superati gli esami all’Università Francisco de Vitoria di Madrid, licenciada en derecho in Spagna.

Iscritta al Council of Bars and Law Societies of Europe (CCBE) di Bruxelles, Abogada presso l’Ilustre Colegio de Abogados de Santa Cruz De La Palma e Avvocato Stabilito presso il Foro di Milano. Si occupa prevalentemente di diritto penale e diritto dell’immigrazione.

Legale volontaria presso la sede di Milano dell’Associazione Avvocato di Strada Onlus  e della Comunità Sant’Egidio e da molti anni attiva per la tutela dei soggetti deboli e per la sensibilizzazione sulle questioni di genere.

Recentemente ha inaugurato il “posto occupato” presso il Municipio 1 di Milano e ho organizzato e coordinato all’interno del progetto Parole di Generazione della Prof. Bonetti dell’Università Statale di Milano la tavola rotonda dal titolo “Genere e Gender: tra diritto e realtà”.

 

Siamo con te. I medici a tuo fianco contro la violenza sulle donne: il Codice Rosa

Giovedì 17 maggio 2018, Terra Donna presenta “Siamo con te. I medici a tuo fianco contro la violenza sulle donne: il Codice Rosa”.

Cosa succede quando una donna che ha subito violenza arriv

a al pronto soccorso? Chi sono i professionisti che l’accolgono? A quali tutele ha diritto? Cos’è il Codice rosa?

A prenderci per mano, conducendoci alla scoperta di questo nuovo supporto su cui possono contare le donne vittime di violenza, saranno il Dott. Dott. Claudio Didino, Direttore della struttura complessa di medicina e  chirurgia d’accettazione e d’urgenza e due  CPSI, Laura Ferraris e Michele Annunziata, del pronto soccorso di Borgomanero.

Parliamone insieme “Il Principe Rosso. Rispetto e violenza.”

Inizia con “Il Principe Rosso. Rispetto e violenza. Essere, avere, possedere.” il ciclo di incontri Parliamone insieme proposto da Terra Donna per questo mese di maggio.

Un’educazione sentimentale è sempre più urgente nella società attuale,
divisa fra chi conosce il rispetto e chi considera l’altro un oggetto.
Idealizzare i principi e le principesse non può essere la ricetta di un amore vero.

In rappresentanza dell’ Associazione Psicologi del VCO, Ccndurrà la serata la Dott. Camilla Moro Saporiti, giornalista negli anni ‘70,  ha lavorato come psicoterapeuta al Centro Studi Coppia di Milano e al Giardino di Alice di Arona. Ha pubblicato romanzi e poesie sul tema del femminile. Con il romanzo “Una tigre in giardino” ha ricevuto a Pesaro nel 2006 il Premio Internazionale di poesia e narrativa “La donna si racconta”